Oltre la coreografia, oltre il teatro

Marco Chenevier e Francesca Fini intervistano Marco Torrice e la compagnia Dynamis

Cosa significa oggi fare teatro, fare coreografia? Qual è il rapporto tra arte e linguaggio, tra arte e linguaggi? Ma, e soprattutto, in che modo oggi l’esperienza estetica può superare i modi, le forme ed i canoni già ampiamente esplorati dalle avanguardie artistiche?
Due esperienze contemporanee, due ottiche e prospettive molto differenti: Marco Torrice nella coreografia e la compagnia Dynamis nella scrittura teatrale, esplorano e attuano pratiche che vanno proprio in questa direzione.


Marco Torrice  è un danzatore, insegnante e coreografo. Nel 2006 si trasferisce a Bruxelles per studiare a P.A.R.T.S., dove comincia a sviluppare una ricerca basata sull’improvvisazione, con lo scopo di aumentare la consapevolezza del corpo, arricchire il vocabolario del movimento ed esplorare approcci differenti alla performance. Ha lavorato per diversi coreografi quali David Hernandez, David Zambrano, Mia Lawrence, Salva Sanchis. Ha lavorato anche nel reprise di Thomas Hauert nel film La Valse di Thierry De May, con Jerome Bel in The Show must go on e con la compagnia ungherese Hodworks, ed è stato parte delle compagnie belghe Mossoux-Bontè e Rosas (Anne Teresa De Keersmaeker).

Nel 2011 ha creato Me, Myself and I, un solo basato sulla collaborazione con Marta Virag, ricercatrice nel campo della neuroscienza, e Kitty 2012, selezionato per Aerowaves 2013. Nel 2012 con i coreografi ungheresi Adrien Hod e Csaba Molnar ha creato The way my father imagined it all, all’interno del progetto Jardin d’Europe, e Centipedes, commissionato dal SEAD (Salzburg Experimental Academy of Dance) per la compagnia Bodhi Project. Nel 2014 collabora con Csaba Molnar per la creazione Decameron. Oltre a lavorare come interprete e coreografo, Marco insegna in diverse scuole di danza quali la Budapest Contemporary Dance Academy, il SEAD (Salzburg Experimental Academy of Dance) e il Tanzfabrik a Berlino.


Dynamis è un gruppo dedicato al teatro e alle arti performative con base a Roma. Da un decennio connette le sue attività con diversi spazi culturali della città, sviluppando un interesse multidisciplinare nella ricerca. I progetti sono incentrati sullo studio della relazione con il pubblico, in esplorazione di un linguaggio performativo dynamico, in continua trasformazione. I lavori prediligono il potenziale situazionale dell'atto performativo e predispongono la scena a luogo di dialogo e conflitto. Il teatro è spazio di confronto, campo di battaglia e occasione di esplorazione del disordine.
Dynamis si occupa di formazione con l’obiettivo di innescare incontri, costruire luoghi dell’imprevedibile e stimolare la partecipazione dei cittadini alla proposta culturale. Dynamis è permeabile. L’ideazione e la progettazione sono frutto di un lavoro collettivo e si nutrono di collaborazioni che spaziano oltre il contesto teatrale. 



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